Il vero motivo per cui, non imparerai le tecniche di studio a scuola

Perchè non puoi imparare a studiare a scuola

Negli ultimi tempi seguo frequentemente dei gruppi Facebook di insegnanti ed altri di genitori.
I secondi, spesso avvelenati per i compiti che ricevono i figli ed i primi .. concentrati sull’infernale mole di lavoro che devono svolgere e sul fatto che il Ministero, per quanto tentino di promulgare leggi e circolari, non riesce minimamente ad essergli di aiuto, anzi, creando ancora più attrito e difficoltà nel lavoro.

Il motivo per cui seguo e partecipo a questi gruppi è la stesura del mio nuovo libro, che parlerà principalmente della possibile collaborazione, anche se spesso inconsapevole, tra insegnanti e genitori, relativamente agli studenti … ma ciò che ho scoperto è sconcertante!

Si ok, in linea di massima sono cose note, ma toccarle con mano è imbarazzante!

Partendo dal fatto che ad oggi, la scuola italiana è tra le ultime per la qualità dell’istruzione, cosa fanno insegnanti e genitori?

i primi spingono per dare più compiti ai ragazzi per migliorare i loro metodi di studio (quali?) i secondi (alcuni di loro) lottano affinché i figli non ricevano i compiti a casa, permettendogli un po di riposo e svago dopo 6-8 ore di scuola quotidiana. Il problema però è che i nostri insegnanti, senza dare i compiti non sono in grado di insegnare! Non lo sanno proprio fare! Dovrebbero limitarsi ad usare le ore a loro disposizione ma sono come dei commercialisti nel periodo delle dichiarazioni, sempre e costantemente fuori orario!
I genitori si arrabbiano perché vedono i figli stressati e gli insegnanti rispondono che il problema degli studenti sono i genitori stessi, che si è sempre fatto così ed un po di compiti non hanno mai fatto male a nessuno!

Insomma cani e gatti e tra tutto questo casino, chi ci rimette? Gli studenti!

Facciamo un gioco. Cerchiamo di immaginare la soluzione migliore, una soluzione che fosse già attiva.

insegnanti autoritari

Gli studenti vanno a scuola, gli insegnanti insegnano e gli studenti apprendono curiosi ed ed interessati.
Tornano a casa e fanno altro.
In qualche caso, alcuni mettono ordine tra gli appunti, altri approfondiscono ciò che gli è stato insegnato in classe, perché era interessante.

Ok, approfondiamo un po.

Gli studenti vanno a scuola… felici!

Per attivare questa condizione, è necessario stimolare la curiosità, il desiderio di aggiungere nuove informazioni a quelle già acquisiste. E’ necessario che il lavoro svolto sia entusiasmante e che eviti di limare il tempo degli altri interessi.
Poiché si ha tempo di fare tante cose, le informazioni apprese in classe sono spesso interessanti e capita spesso che gli studenti approfondiscano quelle informazioni navigando in rete.
Ciò consente ad alcuni studenti di specializzarsi su alcuni argomenti rispetto agli altri.
… oggi come oggi, appena usciti da scuola, gli studenti fuggono via come fossero appena usciti di prigione e di certo non andranno ad approfondire quegli argomenti trattati durante le ore di prigionia!

Gli insegnanti, insegnano.

Gli insegnanti entrano in classe sorridendo e salutando, magari facendo battute simpatiche. Prima di iniziare la lezione vera e propria, elencano le cose che faranno, in pratica creano la struttura dell’argomento che insegneranno, come se costruissero i muri portanti dell’argomento.
Poi iniziano ad approfondire facendo esempi che gli studenti possano capire, usando il loro mondo, le cose che conoscono, che possono aver studiato precedentemente.
Anche chiedendo a loro eventuali esempi calzanti. In questo modo la lezione diventa attiva e gli studenti che sanno qualcosa di più, consentono di tradurre le informazioni in un linguaggio più vicino agli studenti stessi!
… in realtà gli insegnanti entrano in classe, fanno sedere tutti, in silenzio ed inizia la messa … la lezione. Loro parlano, a volte dando le spalle o non guardando affatto gli studenti. Al termine della filippica, assegnano i compiti perché sicuramente l’insegnante ha spiegato, poi se lo studente è intelligente ha capito altrimenti è una capra e ci sta che uno sia da 8 ed uno da 4!

Gli studenti tornano a casa e …

Lo studente ha già svolto il suo lavoro, le sue ore di lavoro, ora può scegliere cosa fare, sport, amici, consolle, TV. Avendo imparato che il troppo stroppia, sempre, sa che qualsiasi cosa può essere fatta senza esagerare. Per esempio se la scuola richiedesse più delle 6 o 8 ore assegnate sarebbe un eccesso che la farebbe diventare una noia mostruosa, lo stesso accade per i giochi, che non permetterebbero di approfondire le informazioni apprese e che hanno incuriosito grazie al linguaggio e la passione dell’insegnante.
Ok, non commento, sono sicuro che mentalmente lo hai già fatto!

Perché tutto questo non accade, perché è così difficile far convivere scuola e divertimento?
Prima di tutto, lasciamelo dire, le cose sono cambiate, ma la scuola è rimasta ai primi del 900’! Gli insegnanti potrebbero tranquillamente indossare abiti dei primi del 900’!
Una volta, l’insegnante era la fonte del sapere,  decideva di seguire questa professione per passione.
Gli studenti avevano 2 scelte, andare a scuola e crescere o andare a lavorare! Gli insegnanti erano la fonte del sapere, giravano in paese a braccetto con il maresciallo, il sindaco ed il prete.

Oggi le informazioni sono ovunque, la fonte del sapere l’abbiamo in tutte le tasche!
Accendi lo smartphone ed hai tutte le informazioni di cui ha bisogno, la differenza la fa il come si forniscono le informazioni.

La soluzione?

Gli insegnanti potrebbero studiare per imparare a comunicare ed a fornire dei metodi di studio validi, all’avanguardia,  ma qui entra in ballo un altro problema ed il motivo per cui, non hai imparato a scuola nessun valido metodo di studio.

Se decidi di fare un lavoro per passione, ti preparerai, leggerai libri, farai corsi, in modo da diventare il migliore, in modo che i tuoi allievi, quando entri in classe non si limitino a salutarti, ma ti acclamino (forse è un po esagerato).
Se però hai scelto di insegnare per necessità, studierai solo quando obbligato, esattamente come fanno i  tuoi allievi, come insegni ai tuoi studenti!

Insegnanti noiosiL’acquisto di libri e la frequenza di corsi dovranno essere consigliati e spesati dal Ministero, dovranno rientrare nelle ore di lavoro senza incidere oltre le tanto ore ed i tanti impegni che già ti richiedono!
… Il ministero che corsi propone? Corsi organizzati da vecchi tromboni che seguono l’istruzione dei primi del 900’ ed la noia continua!
Insomma, parliamo di politica, non certo di formazione e crescita!

Il quadro disarmante ci mostra degli insegnanti impiegati. Di fondo sanno che hanno tra le mani il futuro di molti studenti ma troppo spesso se le cose vanno male è colpa dei genitori, della scuola, delle consolle, delle cattive amicizie … mai che qualcuno si metta la mano sulla coscienza fermandosi a pensare, che il lo scarso interesse verso le nuove culture ( i giovani d’oggi sono così e colà) porti ad allontanare i ragazzi da chi non li comprende e li obbliga a qualcosa che non capiscono… perché non sanno insegnare!

Insomma, per molto tempo ancora a scuola avremo insegnanti impiegati e non insegnanti comunicatori, con tutto ciò che comporta!

Parleranno per sentire la loro voce, solo per dire di aver “insegnato” e così facendo, l’unico modo che avrai per apprendere è riuscire a capire la loro lingua. Dato che molto spesso sforeranno con gli orari, dovrai essere in grado di svolgere i compiti nel minor tempo possibile, ed imparare ad appassionarti utilizzando delle tecniche di studio che te lo permettano!

Se sei uno studente, delle elementari o delle medie, ti auguro di avere un genitore o un insegnante che conosca delle valide tecniche di studio, in modo che tu non debba mai studiare, ma solo divertirti!

Certo, non tutti gli insegnanti sono così, ma inutile far finta di nulla, la maggioranza è questa, e se vuoi veramente aiutare gli studenti, i tuoi studenti, la tua classe o i tuoi figli, devi imparare ad utilizzare ed insegnare le tecniche di studio per fare in modo che gli argomenti possano diventare interessanti e non obblighi … molte delle tecniche di studio, si usavano quando si insegnava per passione!

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Alessandro Nacinelli