Studiare stanca, è un lavoro usurante!!!!

Ogni volta che impariamo qualcosa una cellula si frattura. 3 Ore di studio è macelleria!

Ok, forse stai pensando che io stia esagerando e che in fondo sia normale stancarsi studiando.
Ciò di cui voglio parlarti, in realtà, è il vero motivo per cui studiare sia stancante e come migliorare la situazione. Non tanto riducendo dolore e la relativa stanchezza sopraggiunta, ma limitandole. Un anno di scuola, di istruzione è una guerra per il cervello, quindi dobbiamo trovare una soluzione semplice e veloce, per evitare che studiare, sia l’ultima cosa che uno studente desideri fare!

Dopo un po di tempo che si ascolta una lezione o dopo un pesante periodo di studio, capita di cominciare a sentire una strana stanchezza. Il corpo sarebbe pronto a schizzare in piedi e correre, ma si comincia comunque a sbadigliare, qualsiasi cosa ci distrae facilmente.
Poi, ricordando che dobbiamo preparare l’esame, continuiamo a studiare.
Abbiamo l’impressione di raggiungere un minimo di concentrazione, ma inevitabilmente, poco dopo, torna quella sensazione di stanchezza ed infine un gran cerchio alla testa che quasi ci costringe a smettere!

Il dubbio di non essere in perfetta sintonia con l’istruzione, e che sarebbe meglio dedicarsi ad altro è sicuramente venuto a tutti, ma non è così!
Tutti studiamo, impariamo qualcosa ogni giorno ma quello che accade durante i periodi di studio intenso è dovuto ad un vero problema fisico, delle vere e proprie … fratture cerebrali!

Non ti serve correre in ospedale, sono fratture totalmente naturali, ma il troppo stroppia e causano quei mal di testa da studio eccessivo, quella stanchezza insistente che causa di farti slogare la mandibola per gli sbadigli, distraendoti anche quando le cose potrebbero interessarti.

Perché ci stanchiamo studiando?

Tutte le cose che ricordiamo, si depositano nel nostro cervello frammentate, catalogate per emozioni, colori, peso …
Se ti dicessi che davanti ai miei occhi ho una bella mela rossa, il tuo cervello ne richiamerebbe subito una alla mente e nel farlo un impulso elettrico sta viaggiando ad oltre 300Kmh tra le tue cellule, in uno spazio ristretto. Quell’impulso toccherà la cellula che gestisce gli oggetti di colore rosso, per poi prendere la strada dei frutti, il sapore, il gusto, il luogo di provenienza: albero o fruttivendolo …. tutti questi collegamenti sono stati sviluppati nel tempo. Se ti mostrassi un mouse rosso, dello stesso colore di quella mela, un mouse che si collega al computer e che i può mangiare… ciò che avremmo fatto è collegare il mouse agli stessi percorsi della mela, ma anche del computer e dell’elettronica. Questi collegamenti, per creare questi collegamenti, le cellule hanno dovuto fare spazio! Si sono rotte, fratturate, ed un filamento, un dendride, si è collegato ad un assone e infine ad una cellula che ne gestisca le associazioni

Ogni volta che viene generato un collegamento, un’associazione, il neurone si spacca, si frattura e ne esce un filamento, un dendride, che si collega neurologicamente ad un altro filamento più grande, un assone, fino a collegarsi ad un altro neurone.
Non sono un neurologo, la descrizione è molto semplicistica ma calzante, in rete puoi trovare tantissime informazioni sull’argomento.

E’ stato calcolato che i possibili collegamenti nel cervello di un vero genio, possono superare una cifra base seguita da milioni di zeri!

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Studiare per giorni, mesi, con questa continua pressione è indubbiamente pesante. E’ come un supplizio di Tantalo, desiderare di studiare ma stancarsi ed essere costretti a smettere! Per molti studenti diventa talmente insopportabile da farli smettere definitivamente di studiare.

Più ci si deve sforzare per creare collegamenti ed associazioni, più diverrà impegnativo, pesante, per il cervello.
Se la lezione viene spiegata in modo noioso, faremo molta più fatica nel creare dei collegamenti, di conseguenza ci stancehremo prima e la stessa attenzione ne risentirà!

Se prendessimo un qualsiasi studente medio, al rientro a scuola dopo le vacanze estive, lo vedremmo iniziare con il sorriso. I primi giorni si studierà tranquillamente.
Certo, i primi giorni non si è ancora nel clou del lavoro, ma è come se … lo si fratturasse lentamente, prima poco alla volta, poi sempre di più!
Per arrivare a fine anno, semidistrutto, proprio quando si deve fare il rush finale!

E’ diventato assolutamente normale, vedere gli studenti rilassati i primi giorni di scuola e pressoché sfiniti alla fine dell’anno.
Tutto l’anno a creare collegamenti, associazioni … fratture!

Deve essere sempre così?

E’ davvero la norma che uno studente debba sfinirsi durante l’anno?

Le fratture cerebrali avvengono quando dobbiamo studiare molto, quando dobbiamo creare dei collegamenti, sforzarci di ricordare, ma quando studiamo cose che ci interessano, sono meno pesanti!
Quelle materie per le quali i professori riescono a generare collegamenti, associazioni, quando i professori giocano con le informazioni, facendo apprendere gli studenti in modo quasi naturale. Al termine di quelle lezioni l’impegno ci sarà stato, ma sembrerà più naturale!
Al termine di quelle lezioni, gli studenti si accorgeranno di essere stanchi, di aver fatto molto e perché no, una punta di orgoglio per il lavoro svolto farà da medicina alle fratture causate!

Quindi la soluzione migliore sarebbe quella di trasmettere le informazioni in modo più comunicativo, creando associazioni, giocando con le informazioni come farebbe un bambino, ma non è così semplice come scriverlo!
Se anche la regola della comunicazione cita:

Non è importante ciò che parte, è importante ciò che arriva!


Cioè, è compito di chi gestisce la lezione fare in modo che le persone che ha davanti comprendano e se non lo fanno, mi spiace dirlo ma la colpa è solo di chi comunica male.
Molto spesso gli esperti in qualcosa di particolare, non riescono a semplificarlo in modo tale da renderlo semplice, perché hanno l’impressione di sminuire ciò che hanno imparato in tanti anni di studio!

Parlare della lingua greca con un insegnante di greco è come parlare di una religione! Ma il greco è fantasioso, per questo non ci sono traduzioni vere e proprie, ma versioni! 
Un serio insegnante di greco, corre il rischio di chiudere ogni spiraglio al gioco (ti consiglio di leggere: “La lingua geniale, 9 ragioni per amare il greco” di Andrea Marcolongo) causando notevoli mal di testa per studiarlo decentemente!

La soluzione in questi casi è evitare di fratturare continuamente durante l’anno ma farlo in modo impegnati all’inizio, quando gli studenti sono più tranquilli, calmi e rilassati.
Praticamente fare il grosso del lavoro all’inizio dell’anno, al massimo nel primo mese e nel resto dell’anno collegare i particolari al lavoro svolto …. sto’ parlando greco?

Come studiare per evitare le fratture cerebrali!

Ciò che consiglio, ciò che faccio fare, è quello che ho scritto nel mio ultimo libro (che dovresti aver già comprato e letto se settembre 2017 è passato) è di iniziare lo studio di qualsiasi materia, creando una struttura generale. Una struttura di tutti gli argomenti di base per ogni singola materia, ottenendo un quadro generale.
Di solito, per le medie ed i licei sono sufficienti 10 giorni di lavoro per tutte le materie in programma, al termine dei quali, ogni studente, saprà esattamente dove si trova con il programma, cosa deve ancora studiare ed approfondire per arrivare alla fine.
In pratica costruire un quadro generale, una mappa generale, per avere ben chiaro tutto il programma consentendo, durante l’anno, collegamenti e associazioni più rapidi e veloci senza stress eccessivi ed alla fine, quando ci si avvicina all’esame, invece di impegnarsi in rush finali … limitarsi a ripassare, dando un’occhiata, da esperto, al lavoro svolto in precedenza. Osservando le mappe con tutti i collegamenti, le associazioni costruite.

Devo ammettere che mi stupisco sempre quando vedo i miei studenti, i miei allievi che ripassano dando l’impressione di impegnarsi ben poco e velocemente ma poi prendono i voti migliori!
Prendi il tuo hobby, aggiungi qualche particolare costruendo una mappa. Poi osservala, ripassa e ricorda i particolari ed infine discutine un esame!
Il lavoro maggiore lo hai fatto per costruire le basi del tuo hobby, i particolari sono un passo avanti!

Per uno studente universitario è anche più semplice, tutto ciò che deve fare è studiare un argomento alla volta, creando le basi, approfondendole e dando l’esame!

 

Per capirci.
Un aereo consuma la maggior parte del carburante al decollo, per alzarsi in volo.
Durante il viaggio, il pilota si occupa di correggere leggermente la rotta ed infine scendere per atterrare.
Il metodo di studio normale, per la quasi totalità degli studenti, è di aprire il libro e studiare, aggiungendo, giorno dopo giorno gli argomenti.
Ogni argomento dal più grande (struttura generale) al più piccolo (i particolari), dal generale e subito all’approfondimento.
In questo modo non è come l’aereo, ma un continuo salire e scendere, arrivando alla fine, all’esame, stanchi, stressati, frullati e fratturati per il volo durato un anno.

Studiare creando il programma generale all’inizio, richiederà molto, molto, impegno all’inizio, ma, per il resto dell’anno, sarà sufficiente correggere la rotta di tanto in tanto!

 

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Alessandro Nacinelli